In occasione dell’8 marzo, ActionAid Italia porta a Milano il MUPA, Museo del Patriarcato, e presenta un nuovo focus della ricerca “Perché non accada” dedicato allo sport. I dati fotografano un quadro preoccupante: una donna su due dichiara di aver avuto paura di frequentare strutture sportive, mentre una su tre non frequenta palestre o centri sportivi (contro il 24,6% degli uomini).
Il Museo sarà ospitato alla Fabbrica del Vapore dal 7 al 21 marzo e propone 27 opere, tra installazioni, reperti, diorami e testimonianze, di cui quattro inedite, una dedicata proprio allo sport. Un viaggio immaginario nel 2148, anno in cui , secondo le stime internazionali sul divario di genere, potrebbe essere raggiunta la piena uguaglianza.
Sport e genere: paura, auto-esclusione, stereotipi
La ricerca, realizzata con l’Osservatorio di Pavia e 2B Research, evidenzia come paura, estraneità e auto-esclusione segnino ancora l’esperienza sportiva femminile in Italia.
Alcuni dati chiave:
- 43,9% degli uomini si sente sempre a proprio agio in stadi e palazzetti, contro il 28,1% delle donne.
- 46,8% delle donne non frequenta affatto questi spazi (il dato sale al 53% tra le donne non eterosessuali).
- Il 31% degli italiani ritiene che esistano sport “più adatti” agli uomini e altri alle donne.
- Una persona su cinque ha rinunciato almeno una volta a praticare uno sport percepito come più adatto all’altro genere.
Per il mondo del running, che negli ultimi anni ha visto crescere la partecipazione femminile in gare su strada, trail e ultradistanze, questi numeri rappresentano un campanello d’allarme. La corsa è spesso percepita come uno sport accessibile, ma il tema della sicurezza negli spazi pubblici e negli impianti resta centrale, soprattutto per le donne
Lo sport vale il 3,1% del PIL: ma resta maschile nell’immaginario
Lo sport in Italia muove 67 miliardi di euro l’anno, pari al 3,1% del PIL. Eppure, il 27,7% degli italiani considera lo sport maschile più prestigioso. A sorpresa, sono soprattutto le generazioni più giovani a rafforzare questo stereotipo: il 42,9% nella Gen Z e il 39,3% tra i Millennials. Un dato che interroga anche il racconto mediatico delle discipline: dalla copertura delle grandi maratone internazionali fino ai campionati di atletica, la narrazione continua spesso a privilegiare performance e figure maschili.
Dalla Riforma dello sport ai Piani antiviolenza
ActionAid chiede che la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile contro le donne siano integrati in modo strutturale nelle politiche sportive. In particolare:
- La Riforma dello sport dovrebbe adottare la Convenzione di Istanbul come standard di riferimento.
- Lo sport dovrebbe essere incluso nei Piani antiviolenza nazionali come leva di prevenzione primaria.
- Servono finanziamenti dedicati e un impegno diretto da parte del Dipartimento per lo Sport, del CONI, delle Federazioni e degli Enti di promozione sportiva.
“Il MUPA ci interroga sul ruolo che abbiamo nel mantenere o sfidare le strutture di potere che ci circondano. I dati dimostrano come anche lo sport sia segnato da paura e insicurezza da parte delle donne”, ha dichiarato Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale di ActionAid Italia.
Il programma del MUPA
L’inaugurazione del 7 marzo alle ore 18.00 prevede un reading di Giulia Maino, attrice e fondatrice di Amleta, seguito dalla musica di Rachele Bastreghi dei Baustelle.
Il museo sarà aperto dal 7 al 21 marzo (chiuso il 9 marzo per lo sciopero nazionale di Non Una di Meno). Oltre all’esposizione, il programma gratuito propone talk, workshop, laboratori e performance in collaborazione con centri antiviolenza e realtà femministe.
credit: Stormi Studio



