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Una Pickleball Community, un punto di raccordo, ma soprattutto un catalizzatore per mettere in contatto tutti coloro che vogliono diventare attori protagonisti nel mondo del pickleball. Questa la missione di thepickeballcommunity.it, la srl lanciata da Davide Rossi che promette di diventare la piattaforma di scambio e supporto per tutte le realtà che ruotano intorno al fenomeno in grande espansione che, dall’America, sta conquistando anche l’Italia.

“Il pickleball non è solo uno sport, ma un vero e proprio stile di vita” dice il founder del progetto, avvocato e consigliere di associazioni di categoria e di imprese attive nel settore dell’elettroniche di consumo, sia in Italia che in Europa. “L’idea è quella, attraverso questa piattaforma, di fare sistema e supportare al meglio un fenomeno che presenta un grandissimo potenziale di sviluppo. Dalla consulenza legale per stipulare accordi e contratti, alla comunicazione multimediale e per i rapporti con le pubbliche istituzioni, fino a un vero e proprio servizio di connessione tra le parti, al fine di far dialogare realtà che vogliono fare qualcosa insieme”.

La genesi

All’inizio fu un racconto di un’amica americana. “Circa un anno fa, una mia amica di Newport Beach mi parlò di questo nuovo sport di racchetta che era già stato in grado di attirare tantissimi appassionati tra cui anche ex tennisti del calibro di André Agassi e Steffi Graf”. Con curiosità, e qualche dubbio presto superato, Davide comincia a esplorare questo mondo, viaggia negli Stati Uniti più volte negli ultimi mesi, incontra alcuni dei protagonisti della scena americana, assiste a competizioni ad alto livello e si accorge della crescita vertiginosa di questa disciplina.

Secondo i dati della Sports and Fitness Industry Association dal 2020 al 2023, infatti, si è passati da 3 milioni di praticanti a circa 10 milioni che giocano con una frequenza molto alta. Una fetta importante è costituita inoltre dai giovanissimi che lo praticano a scuola, poiché considerato uno sport a basso rischio non essendo un’attività di contatto. E per le stesse ragioni si addice anche alle persone di tutte le età, compresi gli over 65.

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The Pickleball Community

Al momento la community dialoga su una piattaforma online, ma si sta già lavorando per acquisire i diritti audiovisivi con l’obiettivo di produrre diversi programmi tv oltre a gettare le basi con diverse agenzie per dare vita a manifestazioni e tornei sul territorio. “Per il momento il concetto è ‘parliamoci’ e vediamo come lavorare insieme per creare delle joint venture. La community ha la funzione di far dialogare protagonisti mantenendo un ruolo ancillare perché l’obiettivo è crescere tutti insieme: solo così si può creare qualcosa di grande. Tante realtà diverse che fanno qualcosa e si riconoscono in uno stesso slancio ideale”, dice Davide Rossi.

Secondo alcune indagini di mercato, l’Italia ha il potenziale per diventare una Paese adatto per lo sviluppo del pickleball, sia per le sue condizioni atmosferiche che per l’età della popolazione, ma soprattutto perché oggi questa disciplina si può legare molto a un’idea di turismo attivo. Sempre più americani cercano hotel dove sia possibile giocare e, con una spesa irrisoria, è possibile fornire le strutture di questo servizio.

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Davide Rossi (a destra) con RUSTY HOWES, fondatore di Pickleball Channel

Il Pickleball

Ai tempi dell’Università, Davide è stato anche speaker radiofonico e televisivo, poi invece ha seguito il mondo dell’editoria dove si è appassionato alla disciplina dello skateboard negli Anni ’90. “Vedo qualche analogia tra lo skate di allora e il pickleball: entrambi rappresentano in un certo modo lo specchio di un’epoca. Lo skate, negli Anni ’90 parlava di individualismo, ma all’interno di una community, oltre che di spettacolarità e capacità di riuscire anche dalla strada. Allo stesso modo oggi il pickleball interpreta lo spirito del decennio che stiamo vivendo. È infatti uno sport dove contano tecnica e velocità a discapito della forza e questo lo rende davvero gender neutral, unisex come si diceva una volta, dove uomini e donne se la giocano alla pari, almeno a livello amatoriale”.

Come lo skate poi, il fenomeno nasce negli USA e arriva in Italia quasi in sordina e in poco tempo riesce a farsi strada tra gli appassionati. Va poi sottolineato che il pickleball si può giocare sia in singolo che in doppio e si pone a metà strada tra il tennis e il padel senza entrare in competizione con nessuno dei due, ma ampliando il numero dei praticanti degli sport di racchetta in Italia.

“Il primo passaggio, è stato quello di investigare se esisteva una federazione dedicata a questo sport”, racconta Davide. “Ho pensato però osservando quello che sta succedendo negli Stati Uniti e anche in altri Paesi che questa fosse sì una disciplina sportiva, ma anche un fenomeno sociale, quasi uno stile di vita, e questo vuol dire che esiste uno spettro molto ampio di presentazione dello stesso anche in modo mediatico e c’è posto per fare questo lavoro anche seguendo strade parallele a quelle tracciate dalle federazioni.

Penso quindi non solo a gare ufficiali ma anche a esibizioni con campioni di oggi e mostri sacri del tennis femminile come Maria Sharapova e maschile come John McEnroe, a spot pubblicitari a tema pickleball, tornei amatoriali, a team building aziendali e chi più ne ha più ne metta. Dobbiamo solo fare sistema senza ragionare in termini di accordi esclusivi ma al contrario puntando a tutto quello che è inclusivo. E poi tutto avverrà di conseguenza”.