Mentre negli Stati Uniti il boom del pickleball continua, in Cina il fenomeno è appena agli inizi ma sta già mostrando numeri notevoli. Le vendite online di racchette e accessori hanno superato 1,2 milioni di dollari al mese a luglio, sei volte di più rispetto all’anno scorso, secondo i dati di WPIC Marketing + Technologies.
Secondo gli analisti, la crescita riflette la spinta verso stili di vita più attivi, ma anche l’effetto traino di star del tennis come Zheng Qinwen, oro olimpico in singolare nel 2024. Social media e influencer stanno amplificando l’interesse, mentre la Professional Pickleball Association (PPA) ha portato per la prima volta un circuito di tornei nel continente asiatico – con una tappa a Hong Kong – attirando pubblico e creando una forte domanda di campi: nella regione ce ne sono già molti più rispetto ai due presenti solo lo scorso inverno.
Il mercato cinese, però, ha caratteristiche diverse da quello americano. Nelle grandi città asiatiche gli spazi pubblici sono limitati, così i campi nascono soprattutto da iniziative private a pagamento, viste come nuove opportunità di business. Inoltre, lo sviluppo agonistico è gestito direttamente dalla Federazione di tennis cinese, rendendo il percorso più strutturato rispetto ad altri Paesi.
Le sfide per i marchi stranieri restano: barriere linguistiche, ecosistema digitale dominato da WeChat e forte concorrenza locale. Ma il potenziale è enorme, con scuole che iniziano a proporre il pickleball e club che lo promuovono come sport accessibile rispetto al tennis.
Per gli osservatori, il 2025 e il 2026 saranno anni chiave: se la domanda consumer riprenderà slancio, il pickleball potrebbe trasformarsi da moda emergente a vero fenomeno sportivo nazionale.



